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solstizio d'estate è
solitamente, nell’emisfero nord, il 21 giugno,
nell'emisfero sud il 21 o 22 giugno. Il solstizio
d’estate è la data del giorno più
lungo dell' anno, e di conseguenza della notte più
corta. Al momento del solstizio, il Sole raggiunge
la sua massima declinazione nel suo movimento apparente
rispetto al piano dell'eclittica, ed è allo
zenit al tropico del Cancro, ovvero si trova nel punto
più alto della volta celeste. Rappresentando
l'inizio dell'Estate è sempre stato nella storia
occasione di feste.
Il sole in questo periodo sembra fermarsi, sorgendo
e tramontando sempre nello stesso punto sino al
24 giugno quando ricomincia a muoversi sorgendo
gradualmente sempre più al sud sull’orizzonte.
In questo periodo, secondo un’antica credenza
il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da
qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada,
presenti nella tradizione contadina e popolare.
Nel corso del tempo, c’è stato un mischiarsi
di tradizioni antiche, pagane e ritualità
cristiana, che detterò origine a credenze
e riti in uso ancora oggi e ritrovabili per lo più
nelle aree rurali. I falò accesi nei campi
la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre
che propiziatori anche purificatori e l’usanza
di accenderli si riscontra in moltissime regioni
europee e persino nell’africa del nord. I
contadini si posizionavano principalmente su dossi
o in cima alle colline, e accendevano grandi falò
in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza
e rallentare idealmente la discesa; spesso con le
fiamme di questi falò venivano incendiate
delle fascine, che venivano fatte precipitare lungo
i pendii, accompagnate da grida e da canti. Come
già detto sopra, i falò avevano però
anche funzione purificatrice: per questo vi si gettavano
dentro cose vecchie, o marce perché il fumo
che ne scaturiva tenesse lontani i maligni. In alcuni
casi si bruciava, come per l’epifania un pupazzo,
così da bruciare in effige la malasorte e
le avversità. Inoltre si faceva passare il
bestiame tra il fumo dei falò, in modo da
togliere le malattie e proteggerlo sia da queste,
sia da chiunque vi potesse gettare fatture e malie.
Le erbe raccolte nella notte del ventiquattro hanno
potere particolare, sono in grado di scacciare ogni
malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà
sono esaltate alla massima potenza. Le erbe più
note da raccogliere sono: l’iperico detto
anche erba di S.Giovanni; l’artemisia chiamata
anche assenzio volgare e dedicata a Diana Artemide;
la verbena protettiva anch’essa e il ribes
rosso che proteggeva dai malefici. Oltre a quelle
sopra citate, erano anche ricercate: Vischio, Sambuco,
Aglio, Cipolla, Lavanda, Mentuccia, Biancospino,
Corbezzolo, Ruta e Rosmarino. Con alcune delle piante
sopra citate era possibile fare “ l’acqua
di San Giovanni ”: si coglievano foglie e
fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino
e si mettevano in un bacile colmo d’acqua
che si lasciava per tutta la notte fuori di casa.
Il mattino successivo le donne prendevano quest’acqua
e si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi
dalle malattie. Per quanto riguarda la sfera religiosa,
le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane
erano sacre e ancora oggi ciò si riflette
in una festività cattolica che cade qualche
giorno dopo il solstizio canonico, al 24 giugno,
quando nel calendario liturgico della chiesa latina
si ricorda la natività di San Giovanni Battista.
Va detto che i moderni gruppi neopagani e neodruidici
celebrano tuttora il giorno di “Midsummer”
(Mezza Estate, per citare Shakespeare) e i riti
solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge
richiamano sempre migliaia di persone. I giorni
solstiziali includono alcune fra le celebrazioni
più popolari dell’occidente e poiché
il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni
collegavano questo periodo dell’anno con la
comunicazione diretta fra visibile e invisibile.
Ci sono variazioni tra regione e regione, tra religioni
e tradizioni, comunque questi sono sempre stati
giorni speciali.
Fire art 22/06/08
Nel suggestivo scenario dell’antico castello
di Santa Lucia del Mela, l’associazione MediTerraNèo
vuole realizzare “l’Ode al Sole”,
rifacendosi alla tradizione popolare dei contadini
che riunendosi sulle cime delle colline accendevano
dei falò in onore al sole nel giorno del
solstizio d’estate. In data 22/06/2006 avrà
luogo la “Fire Art” (libera combustione
d’arte), dove attraverso la combustione di
un’installazione di quadri, sculture, poesie
e oggetti vari (non inquinanti) donati da artisti
e persone comuni, si creerà un onda d’amore
donata al sole. Chiunque voglia unirsi a questa
meditazione può anche da casa accendere una
candela e fermarsi a pensare amorosamente al creato.
Tutte queste onde d’amore riempiranno di energia
il Sole che rifletterà sul mondo luce, gioia,
pace, armonia, serenità e fratellanza. Collaborerà
alla manifestazione Lucina Lanzara proponendo lo
spettacolo “Il Canto del Sole”, definito
dall’autrice stessa come “un concerto
per voce solista e percussioni, un concerto per
la Pace, globalmente intesa in tutti i suoi sensi:
il Sole si rivolge agli uomini e li esorta a cogliere
le 3 A della vita, senza le quali non potremmo vivere
e del cui valore ci accorgiamo non appena ne perdiamo
una. La scelta di strumenti così essenziali
nasce dal desiderio di lasciare la comunicazione
fra attori e spettatori totalmente integra, attraverso
i due principali strumenti di comunicazione, i più
ancestrali: IL BATTITO DEL CUORE, rappresentato
dalle percussioni, e la VOCE UMANA, i primi due
strumenti comunicativi avvertiti dall’uomo
nell’utero materno, che in modo immediato
crea un flusso di energie fra il cuore dello spettatore
e quello degli artisti. Né deriva così
un esperienza catartica di purificazione e pacificazione,
nella condivisione di un evento che è stato
unico”. (Lucina Lanzara)
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